Presentazione del film “Remember”

Dr.ssa Valentina Badiali

Psicoterapeuta dell’Associazione KAIROS di Arezzo

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L’associazione Kairos in collaborazione con le Officine della Cultura propone una lettura dinamica di alcune pellicole proiettate al cinema Eden Arezzo.

Stasera cercerò di offrire degli spunti di riflessione dinamici, in modo sintetico, prima della proiezione del film “Remember”.

La proiezione di stasera può aprire un pensiero su:

lo sdoppiamento di un unico personaggio-uomo in due personaggi, che tendono nel corso di tutta la pellicola a ricomporsi, anche violentemente calamitati fra desiderio di separazione e adesività. Zev e Max sembrano incarnare un Inconscio e un Io che percorrono il tema della vendetta alla ricerca di una improbabile ricomposizione quieta delle parti del sé , delle parti della storia e della loro posizione nella mente del regista. Sul tema della malattia senile, della malattia della mente che si incontra più volte con il ritorno a stadi subliminali e primordiali della mente, che compaiono registicamente in suoni, rumori come “impronte” di un non verbale e visivo potentemente evocante, che potrebbe essere letto come rimozione di parti del sé, come malattia funzionale all’equilibrio base del personaggio;

Potremmo riflettere anche sull’immobilità dell’Io, incarnata dal personaggio di Max, che elabora e pianifica ma non può muoversi senza la forza dell’Es, incarnata da Zev;sulla percezione quasi sensoriale della mente, quasi strutturata a puzzle, a labirinto, dove rimane disatteso il desiderio di coerenza, di comprensione razionale e equilibrio emotivo e dove non si può fra frustrazione e desiderio di essere appagati, che perdersi;

sulla rivelazione, che se nel film assume un significato per la storia nella mente, incarna, forse, anche una rivelazione del senso di sé e una negazione al tempo stesso dello stesso senso di sé.

Sul ritorno del narcisismo nella fase senile, incarnato da Zev, il personaggio dell’azione e della negazione al tempo stesso del film, che viene ucciso dal violento atto di ricomposizione della mente, in agguato in tutta la pellicola, che si esprime con le sue molteplici e discontinue fratture emotive, sollecitate da stravolgimenti delle percezioni e repentini passaggi ambigui fra il piano della realtà e il piano della realtà nella mente.

L’ultimo spunto che vorrei offrire mi pare più essere un messaggio. Il messaggio estrapolabile da alcuni passaggi in cui compare il rapporto con la musica come segno della memoria perduta di un passato, mi pare essere l’incorruttibilità dell’arte al cospetto delle vicende umane. Spero di avervi offerto degli spunti utili al pensiero e al vissuto emotivo che il film genererà in voi. Vi ringrazio per l’ascolto e Vi auguro una buona visione.

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